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Caffè, carrozze e storie di gentiluomini a casa della principessa Pignatelli

per la nuova edizione di “Zoccoli, fanali e musei" NAPOLI 3 DICEMBRE 2022




L’ultima iniziativa nata in Casa GIA e presentata a Verona durante la Fieracavalli 2022, dal titolo “ Zoccoli, fanali e musei”, vuole favorire momenti di incontro tra i soci in ambienti d’arte per conoscere sì collezioni di carrozze o razze di cavalli carrozzieri ma anche per raccontare storie di gentiluomini e gentildonne e delle loro ineguagliabili dimore.

La prima iniziativa ha coinvolto i soci in una giornata a Napoli, piena di sole nonostante le previsioni di allerta meteo, che si sono ritrovati davanti al museo di villa Pignatelli sul lungomare di Chiaia.

Chi scrive ha curato di accompagnare i soci nel percorso raccontando non solo ciò che si andava a vedere ma anche la storia e alcune curiosità legate al periodo di splendore della villa Pignatelli.

Il Museo è intitolato al marchese Mario D’Alessandro di Civitanova che veniva chiamato “ ‘o marchese d’e carrozze” per la sua passione tale da non permettergli di andare a piedi e che lo portò a radunare preziosissimi esemplari come base del futuro Museo.

La porta aperta del Museo delle Carrozze lascia intravedere preziosità di case costruttrici italiane come Bottazzi, Polito, Nacca, affiancate da altrettante preziosità di case straniere come Lawton, Morel, Binder, Laurie and Malner, Muhlbacher.

Alla produzione francese di carrozze si affiancano eleganti Phaeton, alte carrozze da passeggio dalle grandi ruote, talvolta munite di capote a mantice per proteggere il conducente e guidate generalmente dal proprietario. Tra queste si distingue lo Spider Phaeton di produzione inglese,dei Lawton, con la cassa rifinita in paglia viennese. Alle manifatture italiane di Ferrari a Milano e di Solano di Napoli, appartengono alcuni grandi legni da caccia di almeno a sei posti, nati originariamente per la caccia alla volpe e forniti di alloggiamenti per i cani con grigia di areazione e spazio sotto i sedili per fucili, munizioni e selvaggina.

Tra i veicoli più imponenti e pesanti trovano posto i Coach di Laurie and Marner di Londra, di Morel e di Muhlbacher di Parigi: costruiti per il trasporto della posta in Inghilterra furono utilizzati in seguito per quello dei passeggeri e divennero di moda per l’uso privato. Alla bottega dei fratelli Bottazzi va condotta un Coupé chiuso a quattro ruote, legno derivato dalla Berlina e utilizzato inizialmente come carrozza di casata per andare a teatro o ai ricevimenti e poi come trasporto pubblico. Un esemplare di Locati- Torretta di Torino si distingue per l’eleganza delle finiture, per la presenza di molle a C, per gli scuri ai finestrini in mogano. Oltre alle Mylord, alla Clarence, alla Poney chaise, alle Rally Car, si possono ammirare Tilbury, i Gig, i Military , che testimoniano l’utilizzo nell’ottocento di carrozze a due ruote, assai leggere, adatte per brevi spostamenti soprattutto in campagna e facili da condurre anche per le donne.

Tra tutti gli esemplari presenti si afferma come rarità il Duc de dame dei Fratelli Solano di Napoli, aperto, bassa e privo di portiere, con i parafanghi che seguono il profilo delle ruote e scendono ad unirsi alla pedana, per rendere più agevole alle signore salirvi.

Fruste, finimenti, fanali, accessori guarniti anche da corni scaramantici, completano la collezione.

Tutto per raccontare di una Napoli che alla fine dell’800 pullulava di carrozze, specie sulla via Toledo dove si incontravano caffè alla moda, case di scrittori, musicisti e intellettuali, teatri, dove la “movida” dell’epoca imponeva l’andare in carrozza e mai a piedi per essere alla moda, tanto che i numerosi incidenti che capitavano fecero nascere l’idea moderna di assicurazione per la responsabilità civile.

E’ interessante sapere che all’inizio dell’800 a Napoli si contavano 2000 tra cocchieri e calessieri,75 falegnami di carrozze, 55 ferra-cocchi, 54 affitta carrozze,1239 vetture per comodo e lusso (come da statistiche dell’epoca).

La villa Pignatelli era l’emblema di residenza e di famiglia della migliore nobiltà: la principessa era famosa per le sue feste dove tutti i particolari venivano curati, non solo abiti, acconciature e profumi, ma anche cibi, piatti e posaterie, minuziose regole di comportamento su chi aveva il diritto di passare per primo o su come assegnare i posti a tavola. E’ rimasto tutto scritto nei quaderni della principessa che sono un tesoro di informazioni sulla vita dell’epoca nonché sull’uso delle carrozze, sui costi del personale ad esse addetto e sul vestiario adatto che la principessa smise di acquistare in Francia a favore delle sartorie e profumerie napoletane, dettando così un’inversione di tendenza a favore della manifattura italiana che – ieri come oggi- costituisce una delle eccellenze del nostro Paese.

.Pubblicato da Attelage patrimoine, Notiziario Gia e Cavallo Magazine.


Coffee, carriages and stories of gentlemen at Princess Pignatelli's home

for the new edition of "Clogs, lights and museums" NAPLES 3 DECEMBER 2022


The latest initiative born in Casa GIA and presented in Verona during the Fieracavalli 2022, entitled "Clogs, lights and museums", wants to encourage moments of meeting between members in art environments to learn about collections of carriages or horse coachbuilders breeds but also to tell stories of gentlemen and gentlewomen and their incomparable dwellings.

The first initiative involved members on a day in Naples, filled with sunshine despite weather warnings, who gathered in front of the museum of villa Pignatelli on the Chiaia waterfront.

Me, the writer, took care of accompanying the members on the tour, recounting not only what they were going to see but also the history and some curiosities related to the villa Pignatelli's period of splendor.

The museum is named after Marquis Mario D'Alessandro of Civitanova, who was called

" 'o marchese d'e carrozze" because of his passion such that he could not go on foot and which led him to gather precious specimens as the basis of the future museum.

The open door of the Carriage Museum allows glimpses of preciousness from Italian manufacturers such as Bottazzi, Polito, and Nacca, flanked by just as many preciousnesses from foreign houses such as Lawton, Morel, Binder, Laurie and Malner, and Muhlbacher.

The French production of carriages was flanked by elegant Phaetons, tall, large-wheeled passenger carriages, sometimes fitted with bellows hoods to protect the driver and generally driven by the owner. Prominent among these is the English-made Spider Phaeton,by the Lawtons, with its case finished in Viennese straw. To the Italian manufactures of Ferrari in Milan and Solano of Naples, belong some large hunting woods of at least six seats, originally created for fox hunting and equipped with dog housings with ventilation grilles and space under the seats for rifles, ammunition and game.

Among the more imposing and heavy vehicles are the Coaches by Laurie and Marner of London, by Morel and by Muhlbacher of Paris: built for the transportation of mail in England they were later used for that of passengers and became fashionable for private use. To the workshop of the Bottazzi brothers should be conducted a four-wheeled enclosed Coupé, a wood derived from the Berlina and used at first as a household carriage for going to the theater or receptions and later as public transport. A Locati- Torretta example from Turin is distinguished by elegant trim, C-springs, and mahogany window shutters. In addition to the Mylord, Clarence, Poney chaise, and Rally Car, there are Tilbury, Gig, and Military , which testify to the use in the nineteenth century of two-wheeled carriages, which were very light, suitable for short trips especially in the countryside and easy to drive even for women.

Among all the examples present, the Duc de dame of the Solano Brothers of Naples, open, low and without doors, with fenders that follow the profile of the wheels and descend to join the platform, to make it easier for ladies to get on, asserts itself as a rarity.

Whips, harnesses, headlamps, and accessories also garnished with superstitious horns complete the collection.

All to tell of a Naples that teemed with carriages at the end of the 19th century, especially on Via Toledo where fashionable cafes, the homes of writers, musicians and intellectuals, and theaters met, where the "movida" of the time dictated going by carriage and never on foot to be fashionable, so much so that the many accidents that happened gave rise to the modern idea of liability insurance.

It is interesting to know that at the beginning of the 19th century in Naples there were 2,000 coachmen and charioteers,75 carriage carpenters, 55 carriage ironers, 54 carriage renters,1239 cars for comfort and luxury (as per statistics of the time).

The Pignatelli villa was the emblem of residence and family of the best nobility: the princess was famous for her parties where all details were taken care of, not only clothes, hairstyles and perfumes, but also food, dishes and cutlery, meticulous rules of behavior on who had the right to pass first or how to assign seats at the table. It has all remained written in the princess's notebooks, which are a treasure trove of information on the life of the time as well as on the use of carriages, the costs of staffing them, and the suitable clothing that the princess stopped buying in France in favor of Neapolitan tailors and perfumeries, thus dictating a reversal in favor of Italian manufacturing, which -yesterday as today- constitutes one of our country's excellences.


Published by Attelage patrimoine, Notiziario GIA, Cavallo Magazine.

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