Fenix carriages

Aggiornato il: lug 10









FENIX CARRIAGES : un'esperienza di restauro

Carriage Driving Magazine intervista Mark Broadbent il 15 febbraio 20,20


All'inizio del 2018 abbiamo fatto visita a Mark Broadbent presso Fenix Carriages. Mentre eravamo lì Mark ci ha mostrato le prime fasi di un progetto di restauro a cui stava lavorando, uno dei progetti più importanti che abbia mai intrapreso. Nella prima della nostra serie in due parti scopriamo di più su questa epica avventura.

Quello che abbiamo osservato poco più di 12 mesi fa; mail coach numero 209, di Vidler, il più iconico Mail Coach ancora esistente. Una volta trasportava posta e importanti documenti navali da Devonport a Londra. Così leggendario, che è stato chiamato il Quicksilver, poichè consegnava la posta più velocemente di qualsiasi altro . Rinomato per essere veloce ed efficiente, si è detto che il suo passaggio per le città permetteva di rimettere l'orologio. Questa carrozza ha svolto un ruolo importante nel servizio di consegna per la Royal Mail, ma era difficile immaginare dal telaio e da parti che abbiamo visto in officina l'anno scorso, che quello che stavamo vedendo sarebbe stato lo stesso veicolo di 12 mesi dopo.

Su questa rivista sono apparse informazioni sul completamento del progetto, ma vedendo lil pezzo oggi, è impossibile non essere pieni di emozioni per la trasformazione veramente mozzafiato. Questo non è solo un progetto di restauro, ma anche un progetto di conservazione. Sarebbe stato fin troppo facile semplicemente guardare il quadro e ricostruire ma questa non era un'opzione per Mark Broadbent, non è il modo con cui opera. Mark era determinato a utilizzare la maggior parte possibile del pezzo originale e poi ricercare scrupolosamente come sarebbe stato quando fu assemblato per la prima volta.

E 'difficile immaginare da dove cominciare, poi intuire il volume di lavoro, non semplicemente fatto di taglio degli angoli e di sostituzione completa delle parti danneggiate; ancora una volta, questa non è la natura di Mark Broadbent,che è un uomo che crede nella precisione , attenzione al dettaglio e autenticità. Ogni centimetro di questo bellissimo pezzo è stato amorevolmente restituito al suo antico splendore

È facile capire il semplice entusiasmo e la passione che Mark ha per questo pezzo e la sua storia.

Mark ha spiegato che il trasporto della posta in carrozza è stato superato dall'avanzata delle nuove ferrovie. Le carrozze superflue sono state distrutte, anche se alcune sono state raccolte e tenute da appassionati di coaching. Mark sapeva che la Quicksilver era sopravvissuta, ma trovare lla carrozza era piuttosto difficile. Nel dicembre 2015 è apparsa in un'asta di auto d'epoca di Bonhams. Mark sapeva che questa era l'opportunità per realizzare un sogno, ma doveva agire rapidamente per evitare che venisse venduta all'estero. Ha contattato l'amica e collega appassionata di carrozze Portia Kennaway, che ha una collezione di carrozze storiche che Mark aveva già restaurato per lei. Portia era d'accordo sul fatto che il pezzo doveva essere salvato. Così, quando il lavoro si è concluso, Portia Kennaway è diventata la ultima proprietaria del leggendario Quicksilver.

Mark Broadbent ha iniziato quindi il lungo compito di riportare il veicolo storico al suo stato originale.

Una volta tornati nei laboratori Fenix, la realtà del progetto è diventata evidente, la filosofia di Mark è semplice: conservare dove possibile , restaurare e ricostruire dove necessario. Il progetto fino a fondo era quello di rimettere la Quicksilver di nuovo sulla strada e, quindi, i lavori dovevano essere di uno standard tale da rendere possibile questo; sicuramente non era un progetto di restauro adatto alla musealizzazione del bene, puramente per la vista del pubblico, ma la carrozza doveva essere strutturalmente sicura , essere fedele alla condizione originale, dall'interno alla verniciatura - tutto doveva essere sistemato perchè la carrozza fosse in grado di prendere la strada ancora una volta.

Per Mark, un incontro con David Honour, che ha trascorso una vita a ricercare e studiare Vidler, si è rivelato prezioso per la scoperta di fatti dettagliati e informazioni da lettere, disegni e descrizioni documentate.

Mark si rese conto che il colore della verniciatura, dei caratteri e delle parti alte sulle porte della carrozza non era corretto. Così, a prima vista, era ovvio che la parte bassa era da rifare. Le ruote dovevano essere ricostruite anche se Mark ha ritenuto che la maggior parte dei raggi, mozzi e intagli erano ancora in buone condizioni e che potevano essere riutilizzati. L'ultima volta che l'abbiamo vista nel 2018, stavano lavorando sul corpo centrale, la maggior parte del legno era sopravvissuto ma c'erano aree che dovevano essere sostituite. Lo spazio posteriore, che avrebbe ospitato la posta doveva essere di nuovo apribile verso l' alto.

Il sedile della guardia doveva essere modificato e rifatto ed era necessario montare un nuovo rinforzo in legno all'interno dei pannelli originali. La parte in ferro sul sedile doveva essere restaurata e in parte sostituita; l'attenzione al dettaglio ,ancora una volta, è tale che è impossibile definire ciò che è vecchio e ciò che è nuovo.

Una delle cose che presto venne fuori fu che l'intera carrozza pendeva a destra. Ciò doveva essere corretto,ed ha comportato la reimpostazione e la tempra di alcune delle molle laterali. Le molle sono state tutte controllate individualmente e poi sabbiate per il riposizionamento, così come tutta la lavorazione del ferro originale.

Quello che non si può vedere è che sotto la verniciatura tutti i pannelli della carrozzeria sono rivestiti in pelle, rendendo così il rivestimento stabile e la carrozza impermeabile.

Anche qui è stato possibile ripristinare la pelle originale sui pannelli del quarto superiore, che sono stati dipinti con i quattro ordini di cavalleria. Quando il lavoro sulla struttura del corpo centrale è stato completato, è iniziato il lungo processo di applicazione di primer, di pittura e di verniciatura .Con riferimento ai documenti d'archivio della collezione di David Honour, sono fedeli alla tradizione i colori vermiglio delle ruote e della parte sottostante l'ingranaggio, i pannelli neri e il "chiaretto"sulle porte e i pannelli inferiori.

Al momento della sua costruzione, Guglielmo IV era sul trono, ma uno stemma errato aveva sostituito quello che sarebbe stato originariamente sui pannelli delle porte. L'artista Anne Sharp ha ricreato il corretto stemma reale tutto dipinto a pennello . Il tappeto interno è il più fedele possibile all'originale. Sul soffitto doveva essere ricollocata una stoffa speciale ad olio ma non era possibile trovarla e, cosi' Mark e il suo team decisero di farla da loro.

Il rivestimento in panno con strisce cremisi è stato tessuto specificamente per rifinire l'interno. Ancora una volta hanno utilizzato la loro tela ad olio fatta in-house sulle pedane e rivestimenti del pavimento.

Nel vedere la carrozza completamente restaurata, si comprende quanto sia notevole ciò che Mark Broadbent, Peter Andrew, Stuart Webber e Mark Reader-Hoer hanno fatto . È a causa della fede, della passione e del duro lavoro che questa iconica mail coach sopravvive per le generazioni future.



FENIX CARRIAGES : an experience of restoration

Carriage Driving magazine interviews Mark Broadbent on February 15th 20,20



In early 2018 we paid a visit to Mark Broadbent at Fenix Carriages. Whilst we were there Mark showed us the early stages of a restoration project he was working on, one of the most important projects he has ever undertaken. In the first of our two part series we discover more about this epic venture.

What we observed just over 12 months ago; mail coach number 209, by Vidler, the most iconic Mail Coach still in existence. It once carried mail and important naval documents from Devonport to London. So legendary, that it was named the Quicksilver, on account that it delivered mail faster than any other coach. Renowned for being swift and efficient, it was said that as it passed through towns, you could set your clock by it. This coach played an important part in the Royal Mail delivery service but it was hard to imagine from the stripped back frame and parts we saw in the in the workshop last year, that what we were seeing twelve months later was the same vehicle.

In this magazine we have featured information on the completion of the project but on seeing the coach today, it is impossible not to be filled with emotion at the truly breath-taking transformation. This is not just a restoration project but a conservation project too. It would have been all too easy to simply look at the framework and re-build like for like, but this was not an option for Mark Broadbent, it is not the way he goes about things. Mark was determined to use as much of the original coach as possible and then painstakingly research how it would have looked when first built.

It is difficult to imagine where to start, then on discovering the sheer volume of work, not to simply walk away or cut corners by fully replacing damaged parts, but again, this is not in Mark Broadbent’s nature, he is a man who believes in accuracy, attention to detail and authenticity. Every inch of this beautiful coach has been lovingly returned to its former glory

It is easy to understand the sheer enthusiasm and passion Mark has for this coach and its history.

He explained that transporting mail by coach was overtaken by the advance of the new railways. The superfluous coaches were destroyed, though a few were collected and run by coaching enthusiasts. Mark knew that the Quicksilver had survived but finding the elusive coach was difficult. In December 2015, it appeared in a classic car auction at Bonhams. Mark knew this was the opportunity to realise a dream, but had to act swiftly to prevent it from being sold abroad. He contacted friend and fellow coach enthusiast Portia Kennaway, who has a collection of historic carriages that Mark had already restored for her. Portia was in agreement that the coach had to be saved. So, when the hammer went down, Portia Kennaway became the next owner of the legendary Quicksilver. Mark Broadbent then began the long task of restoring the historic vehicle back to its original state.

Once back in the Fenix workshops, the reality of the project became apparent, Mark's philosophy is straightforward: conserve wherever possible and restore and re-build where necessary. The plan all the way along was to put the Quicksilver back on the road and therefore, the work had to be of a standard to make this possible - this most definitely was not a museum restoration project purely for public viewing, it had to be structurally sound, be true to the original condition, from interior to paintwork - it all had to be correct and able to take to the road once more.

For Mark, a meeting with David Honour, who has spent a lifetime researching and studying Vidler, proved invaluable in discovering detailed facts and information from letters, drawings and documented descriptions. Mark realised the colour of the paintwork, lettering and crests on the coach doors were incorrect. So, at first glance it was obvious that a complete strip down was necessary. The wheels had to be re-built although Mark says fortunately in the main, most of the spokes, hubs and felloes were still in good condition meaning they could be re-used. When we last saw it in 2018, they were working on the bodywork, most of the woodwork had survived but there were areas that needed to be replaced. The rear boot, which would have housed the mail had to be changed back to be top opening. The guard's seat needed to be altered and newly fitted and it was necessary to fit new timber bracing inside the original panels. The ironwork on the seat had to be restored and in part replaced; the attention to detail once again, is of such a standard that it is impossible to tell which is old and which is new.

One of the things they soon discovered was that the whole coach listed to the right. It had to be levelled, which involved re-setting and tempering some of the side springs. The spring leaves were all individually checked and then sand blasted for re-fitting, as was all the original ironwork.

What you cannot see is that under the paintwork all body panels are covered in leather, stabilising the panelling and waterproofing the coach. Again, it was possible to restore the original leather on the top quarter panels, which were painted with the four orders of knighthood. When the work to the main body structure was complete, the long process of applying primer, undercoats, paint and varnish started. By referring to the archive documents in David Honour's collection, they could faithfully match the original colours of vermilion wheels and under gear, black body panels and royal claret to the doors and lower quarter panels.

When this coach was first built, William IV was on the throne, but an incorrect coat of arms had replaced what would have originally been on the door panels. Artist Anne Sharp re-created the correct royal coat of arms all brush painted. The interior carpet is as true to the original as possible. Oil cloth needed to be replaced on the ceiling but it wasn't possible to source it, so Mark and his team undertook the task of making it themselves. The cloth trim of broadlace with crimson stripes was woven specifically to finish the interior. Once again using their in-house made oilcloth on the foot boards and floor coverings.

Seeing the coach fully restored, what Mark Broadbent, Peter Andrew, Stuart Webber and Mark Reader-Hoer have done is truly remarkable. It is through belief, passion and sheer hard work this iconic mail coach survives for future generations.








William Ward guidò la Quicksilver dal 1831 al 1838 da Londra a Bagshot, distanti circa 30 miglia ( foto archivi International Road Coach)


William Ward drove the Quicksilver from 1831 to 1838 from London to Bagshot, 30 miles distance ( International Road Coach Archives)








MARK BROADBENT PRESENTA NUOVI LAVORI DI RESTAURO: RIFINITURE DEL MAIL COACH QUICKSILVER



MARK BROADBENT PRESENTS SOME NEW RESTORATION WORKS: A TRIMMER CLOTH FOR THE MAIL COACH QUICKSILVER




trimmer cloth















YOGI HOWE FB

The HARRODS Single Horse Brougham.

When I was Head Coachman , I used to use this to Delivery library books to HM The Queen Mother at Clarence House with Rodney the Chairman’s Messenger.


IL BOUGHAM HARRODS PER ATTACCO SINGOLO.

Quando ero ( Yogi Howe n.d.r.) il Primo coachman, ero solito usare questo bougham per portare i libri della biblioteca a SAR La regina Madre a Clarence House con Rodney the Chairman's Messenger.











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